
L'amore
"Non hai voglia di fare un cazzo", questo dopo una vita passata con lui, si è sentita ripetere Elisa. E' vero non ha voglia di fare quello che non sa. Elisa è consapevole che quello in cui si sta adoperando è ben più che fare, è essere, è costruire, è impegno, impegno che non ha termine, è impegno per la vita, è ciò che ha giurato di fronte a Dio. E' esserci, come oramai non c'è nessuno, è ipotecarsi in quello in cui crede, è dare amore, presenza ai propri figli, è indirizzarli e seguirli, è accompagnarli per mano mentre attraversi la strada, è aspettarli all'uscita e comprargli il gelato, è ritrovarli dopo un duro allenamento in palestra, è ascoltare le loro insicurezze e dargli una risposta, è sopportarli nelle loro litigate, è svolgere i compiti con loro, è dargli il tuo appoggio nei loro esami, è accontentarli nel limite di una sana educazione, è aspettarli dopo una festa, è gestire il proprio tempo in funzione loro, è essere con loro sempre …è esserci. Curare la loro salute, fargli da mangiare, la spesa, mettere a posto, lavare i panni, smacchiarli. Quante madri sono ancora occupate a fare questo? Quante non hanno demandato ad altri la cura e l'educazione dei figli, quante lo fanno solo perché è loro dovere? Accontentare il marito nelle sue esigenze, combattere con il suo disordine, con i suoi orari-non orari, con la sua presenza sempre a termine, accettare la
sua scala di priorità, lasciar correre se la casa va in malora, se il rubinetto del bidè e della cucina perde da anni, se non funziona la doccia, se non puoi attaccare le tende, o i quadri, se il riscaldamento non va, se la piscina gonfiabile non filtra, se il giardino è secco, se la sala è piena di muffa… non sono priorità per lui. Il lavoro è prioritario, perché ci dà da mangiare. Accetta Elisa tutto questo per amore, non per logica, non per un discorso di priorità. Perché allora sentirsi accusare di trascurare il frutteto, di non fare abbastanza marmellate e sprecare la frutta, di non amministrare le persone che dovrebbero collaborare, di non gestirsi l'enorme casa?… La gente vuole essere pagata per sostituirti e se non si può pagare, chiedere a Elisa di risolvere, è solo crudeltà. E' vero, c'è chi sta peggio, chi non ha casa, chi non ha orto… ma questo non può essere per Elisa una colpa, non è vissuta in un mondo di bisogno, non ha avuto problemi di casa o di soldi, ringrazia, ma non ha colpe. E' ingiusto farle ricadere la sofferenza dell'umanità sulle spalle, quando per lui è stato lo stesso! Non è andato in Vietnam, se per questo non ha fatto neanche il militare. Chi ha peccato scagli la prima pietra. Elisa, il suo ruolo di madre e moglie lo svolge senza chieder aiuto a nessuno. Il suo ruolo di moglie diventa pesante, quando non le si riconosce il suo operato. Si chiude, fantastica su una nuova vita, si chiede se quell'uomo che ha scelto è veramente quello giusto, si chiede quanto gli può dare, si chiede se è veramente amore. Entrano in crisi i meccanismi della coppia, entra in crisi Elisa, che vorrebbe andarsene e ricominciare tutto, in un altro modo, con un altro uomo, con un'altra vita. Cos'è l'amore? Un equilibrio instabile di due vite appese ad un filo. E' già dura per una persona, considerarne due è diabolico. Tutti noi sbagliamo, tutti perdiamo il filo, il senno, il senso. Ma perseverare nella propria logica, nel proprio senso di giustizia ci porta solo allo scontro. Come fare quando in una coppia solida si instaura il malefico dubbio di avere sempre ragione? A prescindere da quelli che sono i motivi di scontro (ognuno ha i suoi) come si fa ad andare oltre? Ognuno è trincerato nelle sue ragioni, ognuno ha avuto esperienza di questo, ognuno si sente non capito dall'altro. Tutte e due hanno ragione dall'esterno. Dall'interno però si osserva solo la propria e questo è grave. E' mancanza d'intelligenza? Di apertura mentale, di presenza? Secondo Elisa è solo mancanza di amore. Quando vive e subisce gli scontri con suo marito, quello che avverte è solo mancanza di amore e più passa il tempo, più la sente incolmabile. In cuor suo, ancora ignaro e forse ingenuo, pensa possa esserci una risoluzione felice, ma da parte sua, di lui, non c'è la stessa finalità. Si sentirà tradita, abbandonata, lasciata, senza averne capito i motivi, come al solito. Allora vi chiederà a voi di spiegarglielo! Non hai voglia di fare un mazzo! Quest' accusa le risuonerà nella mente come una sentenza. A volte conviene mettere a tacere il cuore, aspettare e nell'attesa cercare di capire. Ma se gli insulti diventano pesanti, se le accuse cominciano a fare male, se le umiliazioni si trasformano in ferite gravi, come si fa a ricominciare? Come si fa a ricominciare ad amare? Non fate, per carità, il discorso ad Elisa dell'amor filiale… è vero è fondamentale, ma non è la soluzione a tutti i problemi. "Fallo per i figli, altrimenti ne soffriranno le conseguenze!" E' vero, bisogna tenerne conto, ma non è determinante. E' una scusa, che ci consente di continuare solo perché è doveroso. E' come accettare un dogma senza avere la fede. Per questo la religione fa acqua. Si seguono le regole senza sentirle proprie. La soluzione non si deve trovare solo perché si hanno dei figli, si deve trovare perché si ha l'obbligo di essere felici. Non si può buttare all'aria ciò che si è voluto prima dei figli, qualcosa che si è cercato per noi stessi. Elisa ha cercato Lui . Questo è il punto di partenza e deve essere il punto di arrivo. Nel mezzo c'è solo il caos della vita e questo non ci deve far perdere la bussola, la direzione che abbiamo scelto. A volte capita di sentirci sviati, fuori strada, forse con un piccolo sforzo si può riuscire ad ascoltare…a parlare con qualcuno a cui si vuole bene, aprire il proprio cuore, avere un fratello… questo fa bene ad Elisa. Elisa stasera ha visto un film bellissimo, "L' ultimo Samurai". Un film epico, pieno di emozioni, di amore, di onore, tutte cose che le piacciono moltissimo. Una cosa l'ha veramente colpita: una donna non deve combattere affianco al suo guerriero, non deve fare l'amazzone…deve solo fargli indossare l'armatura.